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Eccoci arrivati alla VII° edizione della manifestazione di cultura cinematografica “Le Giornate del Cinema del Mediterraneo”, manifestazione che nel corso di questi anni si sta conquistando un ruolo ed una visibilità non solo tra gli addetti ai lavori e tra gli amanti del cinema indipendente e non commerciale, ma anche tra i giovani e tra le persone che apprezzano la possibilità di vivere un’esperienza culturale, di formazione e di conoscenza di “altre” cinematografie. Conoscere le realtà di altri Paesi, conoscere le storie e le vicende di altri popoli come quelli che abitano il Mediterraneo, è un modo di arricchire se stessi, è come percorrere strade e luoghi apparentemente lontani ma realmente vicini e che avvenimenti come quelli vissuti nel corso del 2011 in vari stati, dalla Tunisia all’Egitto, dalla Libia alla Siria, ma per altri versi e altre finalità anche in Paesi a noi più vicini culturalmente come la Spagna, hanno contribuito ed “obbligato” a conoscere, capire, condividere quelle esigenze, quella voglia di democrazia, quella voglia di costruire un percorso partecipativo. Il cinema, la tv, internet, attraverso le immagini hanno raccontato e racconteranno quelle rivoluzioni, quella necessità di libertà. Sono già tanti i documentari realizzati che presto saranno disponibili e che, anche attraverso la nostra manifestazione culturale verranno fatti conoscere e circuitare. Operiamo nel settore della cultura cinematografica ed in tanti anni abbiamo promosso ed ospitato una infinità di opere cinematografiche e decine di personalità del cinema nazionale, da Maestri del cinema come Nanny Loy, Giuseppe Ferrara, Citto Maselli, Ugo Gregoretti e tanti altri, a esponenti di rilievo della cinematografia e delle cineteche nazionali dei vari paesi del Mediterraneo, dando l’opportunità di dialogare con uomini di cultura, o meglio uomini di culture varie e importanti, un bel meticciato ed una positiva contaminazione. Tra le tante proposte del programma meritevoli di attenzione, evidenziamo l’omaggio a Jafar Panahi, grande regista Iraniano, con la presentazione del suo film “Offside”, premiato nel 2006 a Berlino con l'Orso d'Argento. Panahi è stato arrestato il 2 marzo 2010 per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano è stato condannato a 6 anni di reclusione: gli viene inoltre preclusa la possibilità di dirigere, scrivere e produrre film, viaggiare e rilasciare interviste sia all'estero che all'interno dell'Iran per 20 anni. Così come importante è stata la scelta di dedicare questa edizione ad un uomo di Pace come Vik, Vittorio Arrigoni, che abbiamo avuto l’onore di conoscerlo, di averlo amico e di ospitarlo nelle Giornate del cinema del Mediterraneo nel 2009, riconoscenti di aver vissuto una bella esperienza, un tratto comune di strada, la passione ed il sentimento di sostegno ad un popolo sofferente e martoriato. E’ un lavoro complesso e non facile organizzare un evento cinematografico in una realtà di “confine” come la nostra, ma la risposta del pubblico e della nostra comunità ha sempre ricompensato la fatica di questo lavoro organizzativo. Buona visone e grazie di condividere insieme a noi il percorso delle Giornate del cinema del Mediterraneo. Centro Iniziative Culturali ARCI-Iglesias |
Una delle cose affascinanti di questo festival, curato dall’ARCI di Iglesias, è la capacità di scegliere dei film che non rifiutano lo “sguardo in camera”, una delle inquadrature più difficili da realizzare per i registi perché coinvolge direttamente lo spettatore dentro la materia narrativa del film, lo richiama dentro ciò che viene raccontato con una forza che gli altri piani cinematografici più convenzionali non riescono ad avere. Questa rassegna guarda negli occhi gli spettatori e li invita a riflettere su temi che sono diventati dolorosi e universali e che ci riguardano perché quello che sta succedendo, l’idea dei confini come li conoscevamo sta cedendo il passo alla visione di un mondo globalizzato al quale finalmente bussano con forza tutti gli esclusi, coloro che la storia e la geografia hanno tenuto ai margini. Il loro sguardo in camera è doloroso ma anche pieno di speranza, è uno sguardo che non si può ignorare perché parla al nostro cuore e alla nostra mente di cittadini e spettatori, è un cinema nuovo, politico, solidale, creativo, anche duro, è un cinema pieno di storie tutte necessarie. Enrico Pau (Direttore Artistico)
Programma della manifestazione
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